Cimice… un uomo fuori dal comune

Per ricordare una persona, una situazione, un oggetto, spesso ci aiutano la memoria visiva e la memoria olfattiva.

Allo stesso modo, per ricordare Cimice, penso al colore blu, perché lui si vestiva sempre di blu, inoltre ricordo il suo profumo, un profumo pungente di immondizia lasciata al sole.

Pensando a lui mi torna in mente una frase, che non potrò mai più dimenticare.

Durante una festa aziendale, in evidente stato di ebbrezza, mi disse che andava nei campi a raccogliere le erbe afrodisiache per fumarsele.

Beh, non sono più riuscita a guardarlo in faccia senza che mi venisse da ridere.

La CimiceOgni anno, con gli amici, allestiva una pira nei campi (dove presumibilmente crescevano anche le erbe afrodisiache) e cuoceva un maiale per un giorno intero.

Il problema era che il maiale lo caricava sull’auto aziendale e, dopo un paio di maiali, non era più possibile salire sull’auto per la puzza.

Tutti i lunedì chiamava dicendo che rimaneva a casa in malattia perché aveva mal di denti, dopo le rimostranze della direzione, che metteva in dubbio la veridicità della sua malattia, pensò di prolungarla anche al martedì, così da evitare fraintendimenti. Fu così che inventò la settimana corta.

Lui era “l’informatico” e si occupava del server, un giorno è stato necessario chiamare un tecnico più informatico di lui perché il server non ne voleva sapere di salvare i dati.

Si scoprì che qualcuno scaricava illegalmente file sul server fino ad occuparne tutta la memoria.

Nessuno confessò, ma i sospetti ricaddero su cimice.

Un giorno alla settimana al suo paese c’era il mercato e lui, un giorno alla settimana, prendeva la multa perché parcheggiava l’auto al posto delle bancarelle, ad un certo punto il costo delle contravvenzioni superava lo stipendio e un giorno, così come era comparso, scomparve nel nulla.

Dopo quasi 10 anni lo cercano ancora i creditori sul numero di telefono aziendale.

Ciao Cimice, resterai per sempre nei nostri nasi!

 

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