L’esorcista

Quando andavo alle elementari in un convento vicino, era venuto a vivere un esorcista.

Al pomeriggio praticava gli esorcismi in un locale del chiostro.

Ogni tanto mia nonna mi portava, che male non fa… se non fosse stato per il fatto che la strada era in salita.

Si doveva fare la fila e intanto si chiacchierava con le altre persone.

C’era chi trovava le croci nel materasso, chi era morto per aver bollito i vestiti, chi era convinto che la sua cattiva salute fosse dovuta alle maledizioni dell’ex moglie, una volta una donna ha persino dato fuoco al tappeto!

Sta di fatto che io, giorno dopo giorno, mi convincevo sempre di più che le marachelle che combinavo fossero da imputare ad uno spiritello monello che si impadroniva delle mie azioni.

Praticamente non potevo farci niente, quindi non era necessario alcun impegno.

Nel frattempo non riuscivo a smettere di pensare alle croci, che il diavolo infilava nei materassi, per far dormire scomodo le persone.

Finché una notte, ho sentito anch’io qualcosa di metallico nel mio cuscino!

Sono corsa a svegliare mia nonna la quale ha subito scucito il cuscino e… che spavento:

dentro c’erano dei fili di ferro tutti arrotolati tra di loro.Stupito

Mia nonna li ha subito impacchettati in un foglio di giornale e ha detto: “Questo pomeriggio li portiamo all’esorcista, sono tutti i nodi che ha fatto il diavolo stanotte!”.

Immaginatevi come sono andata a scuola quel giorno: col terrore che il diavolo si fosse interessato a me. Quando il diavolo si interessa a qualcuno, per esperienza fatta nella sala d’attesa dell’esorcista, quel qualcuno è spacciato!

Il pomeriggio si parte, mia nonna col reperto impacchettato sotto braccio, a piedi, verso il convento.

Si aspetta il turno in compagnia degli altri malcapitati, a cui si mostra con orgoglio il trofeo.

All’esorcista mia nonna fa un’introduzione molto spaventosa sull’oggetto rinvenuto, prima di aprire il pacco e mostrarlo. Al che, il monaco scoppia in una fragorosa risata. “O no! Il diavolo si è impadronito anche di lui!

Guarda come ride soddisfatto del suo operato.”

Fatto sta che quel groviglio non erano altro che le molle che alcune volte si mettevano nei cuscini, tipo le molle dei materassi, ma in miniatura.

Ho tirato un sospiro di sollievo, però che paura!

Ma dov’erano quelli del telefono azzurro?

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